RICCHEZZA INESTIMABILE Viaggio a Zanzibar
 
Blogger: Valeria Pellicciaro   Data: 23.09.2007
 
Carissimi amici,

la mia esperienza in Africa volge al termine, fra qualche giorno sarò di nuovo in Italia e tornerò alla mia vita di sempre, ma avrò qualcosa in più nel cuore e nella mente. Porterò con me tutti i volti e gli occhi delle persone che ho incontrato e tutte le sensazioni che si sono accumulate dentro di me. E' un bagaglio molto pesante da portare, perchè adesso ho ancora di più la consapevolezza delle condizioni di vita di questo pezzo di Africa che ha vissuto con me per tre mesi, che mi ha saputo accogliere e che ha voluto condividere con me la sua realtà. Vivere a contatto con questa realtà ti fa riflettere ogni giorno di più quanto purtroppo sia ingiusta questa vita e quanto sia necessario continuare a lavorare e a lottare per cambiare questa situazione. non possiamo rimanere imermi di fronte a tutto questo, non possiamo far finta che non esista, soprattutto io che l'ho vissuto personalmente. Allora alla fine di questa esperienza posso dire che torno ancora più motivata a continuare a lavorare per un mondo più giusto e a cercare di trasmettere le cose che ho capito a più persone possibili. Torno a casa con una ricchezza inestimabile perchè questa Africa ti dona la vita quando la incontri, torno a casa con tante amicizie fatte e tante situazioni di vita così diverse dalla mia e dalla vita che necessariamente dovrò riprendere a vivere ogni giorno.

Credo infatti che ognuno debba vivere la vita che gli è capitata, e non cambiarla completamente, ma cercare di viverla con una nuova consapevolezza, cioè quella di sapere che c'è una gran parte del mondo che vive nella precarietà e nella paura di non riuscire a vivere il giorno dopo, e questa deve farci riflettere, noi che siamo tanto affannati a mettere qualche euro da parte per il futuro, noi che stipuliamo assicurazioni per la vita, noi che abbiamo così tanta paura di rimanere soli, noi che ci preoccupiamo per la nostra linea e per i nostri mal di testa, noi che riempiano le nostre giornate di shopping e che andiamo nei centri commerciali per non sentirci soli, noi che siamo così preoccupati per non poterci comprare quella macchina o l'ultimo cellulare di grido. So che sono cose normali per noi, ma forse dovremmo provare a ridimensionare un po' pensando a come si vive qui e pensando che anche se lontani sono pur sempre nostri fratelli e fanno parte dello stesso mondo in cui viviamo noi, anche se cerchiamo di distinguere i nostri mondi chiamandoli primo, secondo, terzo e anche quarto, forse è proprio un mondo per sentirci più lontani e distaccati da questa realtà, ma non è così, il mondo è solo uno e ci viviamo tutti insieme e non dovremmo mai smettere di scandalizzarci per gli squilibri e le ingiustizie che vi sussistono, ma essere uniti per migliorare le condizioni di tutti. So che a volte è difficile e queste rimangono solo parole, a volte anche per me, ma non dovremmo mai stancarci e tenere sempre la nostra memoria viva.

Io spero in questo periodo di avervi fatto toccare con mano le mie sensazioni e le mie emozioni e avervi fatto vivere un po' della mia esperienza d'Africa, ma non vi preoccupate, quando torno, se vorrete continueremo a parlarne e a condividere e io sarò sempre disponibile a cercare di trovare insieme una soluzione, qualcosa da fare insieme che ci possa rendere degni di essere chiamati uomini e di abitare in questa terra!!!

Vi ringrazio tantissimo per essermi stati vicino in questi mesi non facili per me, perchè carichi di significato, ho sentito forte la vostra vicinanza e tutto questo mi ha aiutato a vivere meglio questa situazione! Spero di incontrarvi presto per continuare il nostro discorso aperto.....sarò in Italia mercoledì prossimo......preparatevi!!!!!

UN ULTIMO ABBRACCIO AFRICANO

JAMBO VALERIA
 
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...SE CI FOSSE QUALCUNO DEI MIEI AMICI QUI Viaggio a Zanzibar
 
Blogger: Valeria Pellicciaro   Data: 09.09.2007
 

Ciao a tutti,

amici miei, pian piano ci stiamo avvicinando al mio ritorno e tanti sono i pensieri che affollano il mio cuore....cambierà la mia vita adesso che torno a Pescara, sarò la stessa di prima dopo aver visto tutto questo e aver vissuto questa esperienza così vicina a loro, così vicina da poterlo sentire meglio il senso di precarietà e di difficoltà della vita...a volte penso di non bastare come l'altro giorno quando sono andata a visitare l'ofanotrofio pubblico di Stone Town, c'erano alcune bimbe così piccole che litigavano tra loro per essere prese in braccio, mi gironzolavano addosso tendendomi le braccia per venire in braccio e come prendevo l'una, l'altra piangeva, e allora pensavo...se ci fosse qualcuno dei miei amici qui, potrebbe aiutarmi a dare un piccolo momento di serenità a questi bambini, a volte ti viene la voglia di prenderli e di portarteli via con te, ma poi ti rendi conto che questo non risolverebbe il problema delle centinaia di Migliaia di bambini che vivono la stessa situazione, e allora ti rendi conto che la cosa migliore è cercare di risolvere e migliorare la Situazione direttamente qui, in modo che questi bambini possano vivere in condizioni migliori. Sapete tutti se mi conoscete quanto siano Importanti i bambini per me, e vederli in questa condizione ti spezza il cuore, a volte ti fa tornare a casa senza forze, chiedendoti Continuamente cosa potresti fare, l'unica cosa che posso fare adesso,amici, è condividere con voi, aiutarvi a capire quanto poco basti per aiutarli e sostenerli e quanto grande invece è l'operazione che dobbiamo fare con i nostri cuori e con le nostre menti per allontanarci dal modello di vita opulento che abbiamo noi e provare ad avvicinarci a loro.... e loro ti aiutano con i loro sorrisi grandi, con la voglia di Giocare che hanno e con la loro forza. Negli ultimi giorni ho incontrato diversi gruppi di ragazzine dai 12 ai 14 anni che vanno a scuola e c'è tanta speranza nelle loro parole, hanno cominciato a capire l'importanza della scuola, e vogliono fare tutte l'università perchè dicono che l'istruzione è di vitale importanza per loro, questo è sicuramente positivo, il problema è quante di loro veramente riusciranno a fare l'Università, quante avranno la possibilità economica di mantenersi e di proseguire con gli studi, molte di loro infatti ammettevano che i genitori non potranno permettersi di farle studiare avendo condizioni molto povere; e allora io mi chiedo, io che ho potuto fare l'università e godere dei privilegi di una donna occidentale, io che ho potuto scegliere di aiutare gli altri perchè io stavo bene, è possibile ancora oggi, nel 2007, dove il mondo ha conquistato tutto oramai, è possibile negare ad una ragazzina di studiare all'Università e di combattere per la sua affermazione di donna e professionista?

Purtroppo questa è la realtà di molte ragazzine nel mondo, della maggioranza nel mondo e non di una minoranza.....e forse questa cosa dovremmo farla capire anche ai nostri giovani che si lamentano se non hanno l'ultimo cellulare al passo con i tempi....

Adesso devo rimettere a posto un po' tutti i miei pensieri in queste due ultime settimane di permanenza qui, per mettere ordine in tutto quello che ha invaso il mio cuore e la mia mente, per non dimenticare mai, per conservare intatto nel mio cuore lo spirito di vita dell'Africa.

Vi saluto mandandovi un grande abbraccio e lasciandovi meditare sulle mie riflessioni....fatele anche un po' vostre, se potete

Un abbraccio

Valeria

 
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SALAMALEKUM Viaggio a Zanzibar
 
Blogger: Valeria Pellicciaro   Data: 27.08.2007
 
Cari amici,

eccomi qui dopo un po' di tempo che non vi scrivo, sono tornata a Zanzibar da una settimanae ho ricominciato la mia vita quotidiana qui, è stato un po' come tornare a casa, perchè qui oramai mi sento a casa, sono tutti apprensivi e carini con me, le suore dove vivo e lo staff dell'ufficio...la scorsa settimana è stata un po' dura perchè qui per riprendere bisogna dare colipi molto forti sull'acceleratore dello staff, altrimenti si pogreggia un po', sono stata spesso in ufficio e poco in giro per quartieri, e questo mi manca, perchè quando si va in giro per quartieri e per villaggi, si incontra la vera vita di queste persone, fatta di stenti e di tanta tranquillità però, vivono alla giornata. Quando mi addentro per i villaggi la prima cosa che si sente sono gli urli dei bambini che gridano da ogni parte mzungu e chiedono di essere salutati o di stringerti la mano, l'altra cosa che risalta subito agli occhi sono le condizioni igieniche, camminiamo costantemente sopra una massa di rifiuti di ogni genere, tutto quello che potete immaginare e spesso camminiamo affianco alle fogne che chiaramente sono a cielo aperto, qualsiasi cosa viene gettata per terra e nessuno pulisce mai, quindi li tutto si accumula, il maleodore sale al naso e ti entra dentro tanto da non accorgertene più, e la cosa strabiliante è che la maggior parte di loro camminano scalzi sopra questo tappeto di rifiuti, e i bambini siedono per terra a giocare e prendono di tutto per giocare, pezzi di plastica, bottiglie, tappi, buste pezzi di legno e qualsiasi cosa sia alla loro portata, poi quando hanno da fare i loro bisogni si spostano un pochino e la fanno dove capita, capite quanto siano precarie le condizioni igieniche, qui. Quando si entra in un villaggio comincia l'avventura del trovare la donna al quale fare l'intervista, si comincia a chiedere casa per casa ad ognuno, e ognuno ti da una indicazione, a volte si cammina per molto e poi si torna indietro, è una vera avventura, e si è fortunati quando non c'è il sole altrimenti sotto il sole è una gran sudata. Dopo tanti giri, a volte non si trova la donna, perchè magari non c'è, e allora bisogna tornare il giorno dopo, ma loro dicono hakuna matata, in tutto questo camminare si può osservare il livello di povertà, le case cadenti e sporche, i bambini festeggianti e le persone che si incontrano sono davvero disponibili e carine, ti salutano tutti con il saluto salamalekum, e sono pronti ad accompagnarti fino al posto che troviamo. Qui il saluto è normalissimo tra le persone che non si conoscono, non è come tra noi, ci si saluta ad ogni angolo e quando ci si incrocia, nel mio percorso di ritorno a casa la sera, per il tratto che faccio a piedi è un continuo saluto e io non ci sono abituata, pensare che in italia abbassiamo lo sguardo e cambiamo strada per non salutare qualcuno....adesso per l'appunto vi saluto e vi lascio alle vostre cose, ci sentiremo presto....e pensatemi



un abbraccio forte forte a tutti
 
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IL MIO RITORNO A ZANZIBAR Viaggio a Zanzibar
 
Blogger: Valeria Pellicciaro   Data: 22.08.2007
 
Dopo due settimane a Pemba sono tornata a quella che adesso sento come casa, tutto qui è più familiare e più vicino alle mie abitudini acquisite, i volti sono più familiari e i repporti più consolidati. Ho trovato tanto calore al mio ritorno da farmi sentire a casa. Sta per iniziare l'ultimo mio mese qui e comincio a sentire un po' la mancanza della mia vita solita, però dall'altro lato sento forte dentro di me il desiderio di vivere tutto ancora più intensamente per poter memorizzare, interiorizzare e portare a casa. Porterò con me tante cose, ma soprattutto la conoscenza di un modo completamente diverso dal mio e dal nostro, che anche se sapevo a livello di conoscenza, mi ha comunque sorpreso e impressionato, perchè quando lo si vive così a stretto contatto è tutta un'altra cosa; puoi sentirla vicino a te la povertà e la precarietà, come puoi sentire così forte il diverso modo di affrontarla da come siamo abituati a fare noi. E' vero che forse un confronto non si può fare ma come possiamo noi impressionarci e soffrire tanto per cose così sciocche e loro vivere e sopravvivere in queste condizioni e considerarle tutto sommato normali....

E' dura, veramente, ma sono sicura che questa esperienza mi servirà per capire meglio anche la mia vita e affrontarla in maniera diversa e spero di poter trasmettere anche a voi qualcosa delle mie riflessioni e impressioni, perchè sono sicura che sarebbe un arricchimento per tutti noi...

e come dicono qui  hakuna matata, cioè non preoccupiamoci non è un problema....
 
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è GIUSTIZIA QUESTA, è VITA? Viaggio a Zanzibar
 
Blogger: Valeria Pellicciaro   Data: 14.08.2007
 
Cari amici,

so che molti di voi saranno in ferie e leggeranno questo mio messaggio al loro ritorno, ma non fa niente, devo scrivervi almeno una mail da qui, da Pemba, altrimenti i miei pensieri vanno via e non saranno gli stessi se aspetto qualche giorno, perche' qui ogni giorno c'e' qual;cosa da assorbire, da vivere e da digerire, che ti riempie gli occhi e il cuore di pensieri, riflessioni e meditazione e mi va di individerle con voi.

Pemba  e' l'isola minore dell'arcipelago di Zanzibar ed e' molto diversa da Zanzibar, chiamata dai locali Unguja, perche' in realta' Zanzibar e' il nome di tutto l'arcipelago. Pemba e' un isola abbastanza piccola completamente diversa da Unguja, come vi avevo detto nella precedente mail, qui il turismo e' quasi inesistente e si vedono pochissimi bianchi in giro per la citta; e soprattutto in giro per i villaggi. La poverta' si tocca con mano, le condizioni igieniche sono davvero precarie e le abitazioni sono molto diverse, nel senso che qui la maggioranza sono case costruite con terra e fango con struttura di legno, e con il tetto fatto di foglie di palma, mentre ad Unguja prevalgono le case costruite in mattoni di cemento e con il tetto di lamiera. Spesso le case non hanno elettricita', mentre quasi sempre si trova un pozzo non molto distante dalle case, almeno per questo  le condizioni sono migliori dell'Etiopia, dove l'acqua e' un vero problema. Come ci si avventure per i villaggi e per le stradine tortuose dei villaggi di Pemba, arrivano le grida dei bambini festanti, che mi guardano come una marziana, magari non hanno mai visto un mzungu e possono tornare a casa fieri di averlo incontrato, mi salutano, mi chiamano, mi sorridono, qualcuno e' piu' timido, qualcuno e' molto intraprendente e mi corre dietro per un po', la differenza con l'Etiopia e' che qui non ti chiedono soldi, in etiopia invece tantissimo, ancora non e' arrivato l'effetto del bianco salvamondo che regalando soldi, instilla in loro quest'abitudine. Il lavoro durante la giornata e' bellissimo, giriamo tanto spesso con le motociclette perche' e' piu' facile spingersi nei villaggi in mezzo alla foresta ed e' bellissimo, sembra quasi un'avventura, anche se a volte il sederino ne risente perche' e' un continuo molleggiare su terreni impervi e collinosi, pero' e' bellissimo, mettreo' al piu' presto qualche foto sul blog. L'unico problema e' che alle 17 tutto finisce, lo staff mi riporta in albergo e arrivederci, devo dire che qui a Pemba sono un po' meno accoglienti di Zanzibar, hanno un ritmo diverso, le loro priorita' prevalgono e non vogliono sentire ragioni quando scatta l'orario della ritirata. E poi per lavorare devo spingerli abbastanza altrimenti ti lasciano intere mattinate senza far niente, dicendo che non hanno potuto organizzare meeting, proprio oggi ho dovuto richiamarli perche' non hanno ancora organizzato il programma per i prossimi giorni, a volte e' dura, perche' con i ritmi con i quali sono abituata a lavorare io mi trovo proprio male, pero; da un lato bisogna capirli, ma dall'altro bisogna anche un po' stimolarli, io purtroppo staro' qui fino a sabato e devo assolutamente fare determinate cose prima della mia partenza e spero di riuscire a mediare con loro, perche' mi dispiace fargli brutto, ma mi dispiace anche non poter svolgere il lavoro che mi hanno richiesto. Come vedete non e' tutto proprio facile in Africa, bisogna sapersi confrontare con modi diversi di vivere e di lavorare.

Per quanto riguarda gli uomini, devo dire che non mi posso lamentare, qui tutti mi vedono come una specie di regina, non ci sono abituata devo dire, ma immagino il motivo, in albergo ho diversi amici che mi vengono a trovare per fare due chiacchiere con me e molti hanno gia' chiesto di sposarmi alla mia traduttrice personale, vedrò; come mi devo comportare.....ci pensero', pero' devo dire che sono un po' bruttini, bassi e magri, vediamo cos'altro mi capitera'. Sabato e domenica sono andata al mare, a fare due gite, perche' chiaramente non se ne parlava di lavorare o di fare qualcosa con lo staff, e' stato bello pero', soprattutto l'isola di Misali, ho fatto snorkelling e ho visto tantissimi pesci di tutti i colori, peccato non avessi la machinetta subacquea.

Bhe' credo di avervi tediato abbastanza, volevo parlarvi di una donna che ho conosciuto facendo interviste, vi diro' poco per non rendere la mail troppo pesante, una donna quasi della mia eta', 34 anni, con 9  figli, di cui uno morto di malaria qualche anno fa, incontrarla e' stato bellissimo, abbiamo cominciato a fare l'intervista in un piccolo atrio della sua casa, pioveva e l'acqua entrava nella casa, il pavimento era fatto di terra con pozzanghere ovunque e tutto era a contatto con la sporcizia, il cibo, i vestiti, i bambini....lei sorrideva mentre parlava con me, ho potuto intravvedere nei suoi occhi la speranza, la forza e la voglia di vivere, ma poverina non e' riuscita a ripagare molto del credito concessole, sola con 8 bambini da accudire, la piu' piccola di pochi mesi, il marito morto qualche anno fa e nessun parente che possa aiutarla, e con la sua piccola attivita' artigianale di costruzione di decorazioni per la casa fatti di piume, e parlando ancora mi ha detto di essere sieropositiva....questa donna mi e' entrata nel cuore, forse per la sua forza, forse per il suo sorriso, forse perche' la sento vicina a me per l'eta' e mi e' venuto naturale confrontare la mia vita con la sua e sentirmi tanto fortunata in confronto a lei, se avessi dovuto passare solo la meta' dei suoi problemi, cosa avrei fatto io, forse non c'e' risposta, nella vita non ci sono risposte per tutte le domande purtroppo, altrimenti ne avrei un'altra di domanda, e' giustizia questa, e' vita?

Mi dispiace lasciarvi con questa domanda, ma e' giusto che io vi porti quello che sto vivendo, in modo da potervi rendere consapevoli e provare a riflettere, magari insieme, al mio ritorno....

Vi voglio bene e vi porto sempre con me, ci sentiamo presto e godetevi le vacanze se potete!!!!!!!!!!!!!

Vale
 
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