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<title>Il Mondo di Valeria</title>
<description>Il Blog di Radio Adriatica</description>
<copyright>Copyright (c) 2007 - All Rights Reserved</copyright>
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<lastBuildDate>Thu, 23 Feb 2012 03:53:09 +0100</lastBuildDate>
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<![CDATA[ Viaggio a Zanzibar
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<![CDATA[ il mio ritorno a zanzibar
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<![CDATA[ Valeria Pellicciaro
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</author>
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<![CDATA[
Dopo due settimane a Pemba sono tornata a quella che adesso sento come casa, tutto qui &egrave; pi&ugrave; familiare e pi&ugrave; vicino alle mie abitudini acquisite, i volti sono pi&ugrave; familiari e i repporti pi&ugrave; consolidati. Ho trovato tanto calore al mio ritorno da farmi sentire a casa. Sta per iniziare l'ultimo mio mese qui e comincio a sentire un po' la mancanza della mia vita solita, per&ograve; dall'altro lato sento forte dentro di me il desiderio di vivere tutto ancora pi&ugrave; intensamente per poter memorizzare, interiorizzare e portare a casa. Porter&ograve; con me tante cose, ma soprattutto la conoscenza di un modo completamente diverso dal mio e dal nostro, che anche se sapevo a livello di conoscenza, mi ha comunque sorpreso e impressionato, perch&egrave; quando lo si vive cos&igrave; a stretto contatto &egrave; tutta un'altra cosa; puoi sentirla vicino a te la povert&agrave; e la precariet&agrave;, come puoi sentire cos&igrave; forte il diverso modo di affrontarla da come siamo abituati a fare noi. E' vero che forse un confronto non si pu&ograve; fare ma come possiamo noi impressionarci e soffrire tanto per cose cos&igrave; sciocche e loro vivere e sopravvivere in queste condizioni e considerarle tutto sommato normali....<br />
E' dura, veramente, ma sono sicura che questa esperienza mi servir&agrave; per capire meglio anche la mia vita e affrontarla in maniera diversa e spero di poter trasmettere anche a voi qualcosa delle mie riflessioni e impressioni, perch&egrave; sono sicura che sarebbe un arricchimento per tutti noi...<br />
e come dicono qui&nbsp; hakuna matata, cio&egrave; non preoccupiamoci non &egrave; un problema....
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<pubDate>Wed, 22 Aug 2007 15:58:28 +0100</pubDate>
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<![CDATA[ Viaggio a Zanzibar
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<![CDATA[ è giustizia questa, è vita? 
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<author>
<![CDATA[ Valeria Pellicciaro
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</author>
<description>
<![CDATA[
Cari amici, <br />
so che molti di voi saranno in ferie e leggeranno questo mio messaggio al loro ritorno, ma non fa niente, devo scrivervi almeno una mail da qui, da Pemba, altrimenti i miei pensieri vanno via e non saranno gli stessi se aspetto qualche giorno, perche' qui ogni giorno c'e' qual;cosa da assorbire, da vivere e da digerire, che ti riempie gli occhi e il cuore di pensieri, riflessioni e meditazione e mi va di individerle con voi.<br />
Pemba&nbsp; e' l'isola minore dell'arcipelago di Zanzibar ed e' molto diversa da Zanzibar, chiamata dai locali Unguja, perche' in realta' Zanzibar e' il nome di tutto l'arcipelago. Pemba e' un isola abbastanza piccola completamente diversa da Unguja, come vi avevo detto nella precedente mail, qui il turismo e' quasi inesistente e si vedono pochissimi bianchi in giro per la citta; e soprattutto in giro per i villaggi. La poverta' si tocca con mano, le condizioni igieniche sono davvero precarie e le abitazioni sono molto diverse, nel senso che qui la maggioranza sono case costruite con terra e fango con struttura di legno, e con il tetto fatto di foglie di palma, mentre ad Unguja prevalgono le case costruite in mattoni di cemento e con il tetto di lamiera. Spesso le case non hanno elettricita', mentre quasi sempre si trova un pozzo non molto distante dalle case, almeno per questo&nbsp; le condizioni sono migliori dell'Etiopia, dove l'acqua e' un vero problema. Come ci si avventure per i villaggi e per le stradine tortuose dei villaggi di Pemba, arrivano le grida dei bambini festanti, che mi guardano come una marziana, magari non hanno mai visto un mzungu e possono tornare a casa fieri di averlo incontrato, mi salutano, mi chiamano, mi sorridono, qualcuno e' piu' timido, qualcuno e' molto intraprendente e mi corre dietro per un po', la differenza con l'Etiopia e' che qui non ti chiedono soldi, in etiopia invece tantissimo, ancora non e' arrivato l'effetto del bianco salvamondo che regalando soldi, instilla in loro quest'abitudine. Il lavoro durante la giornata e' bellissimo, giriamo tanto spesso con le motociclette perche' e' piu' facile spingersi nei villaggi in mezzo alla foresta ed e' bellissimo, sembra quasi un'avventura, anche se a volte il sederino ne risente perche' e' un continuo molleggiare su terreni impervi e collinosi, pero' e' bellissimo, mettreo' al piu' presto qualche foto sul blog. L'unico problema e' che alle 17 tutto finisce, lo staff mi riporta in albergo e arrivederci, devo dire che qui a Pemba sono un po' meno accoglienti di Zanzibar, hanno un ritmo diverso, le loro priorita' prevalgono e non vogliono sentire ragioni quando scatta l'orario della ritirata. E poi per lavorare devo spingerli abbastanza altrimenti ti lasciano intere mattinate senza far niente, dicendo che non hanno potuto organizzare meeting, proprio oggi ho dovuto richiamarli perche' non hanno ancora organizzato il programma per i prossimi giorni, a volte e' dura, perche' con i ritmi con i quali sono abituata a lavorare io mi trovo proprio male, pero; da un lato bisogna capirli, ma dall'altro bisogna anche un po' stimolarli, io purtroppo staro' qui fino a sabato e devo assolutamente fare determinate cose prima della mia partenza e spero di riuscire a mediare con loro, perche' mi dispiace fargli brutto, ma mi dispiace anche non poter svolgere il lavoro che mi hanno richiesto. Come vedete non e' tutto proprio facile in Africa, bisogna sapersi confrontare con modi diversi di vivere e di lavorare.<br />
Per quanto riguarda gli uomini, devo dire che non mi posso lamentare, qui tutti mi vedono come una specie di regina, non ci sono abituata devo dire, ma immagino il motivo, in albergo ho diversi amici che mi vengono a trovare per fare due chiacchiere con me e molti hanno gia' chiesto di sposarmi alla mia traduttrice personale, vedr&ograve;; come mi devo comportare.....ci pensero', pero' devo dire che sono un po' bruttini, bassi e magri, vediamo cos'altro mi capitera'. Sabato e domenica sono andata al mare, a fare due gite, perche' chiaramente non se ne parlava di lavorare o di fare qualcosa con lo staff, e' stato bello pero', soprattutto l'isola di Misali, ho fatto snorkelling e ho visto tantissimi pesci di tutti i colori, peccato non avessi la machinetta subacquea. <br />
Bhe' credo di avervi tediato abbastanza, volevo parlarvi di una donna che ho conosciuto facendo interviste, vi diro' poco per non rendere la mail troppo pesante, una donna quasi della mia eta', 34 anni, con 9&nbsp; figli, di cui uno morto di malaria qualche anno fa, incontrarla e' stato bellissimo, abbiamo cominciato a fare l'intervista in un piccolo atrio della sua casa, pioveva e l'acqua entrava nella casa, il pavimento era fatto di terra con pozzanghere ovunque e tutto era a contatto con la sporcizia, il cibo, i vestiti, i bambini....lei sorrideva mentre parlava con me, ho potuto intravvedere nei suoi occhi la speranza, la forza e la voglia di vivere, ma poverina non e' riuscita a ripagare molto del credito concessole, sola con 8 bambini da accudire, la piu' piccola di pochi mesi, il marito morto qualche anno fa e nessun parente che possa aiutarla, e con la sua piccola attivita' artigianale di costruzione di decorazioni per la casa fatti di piume, e parlando ancora mi ha detto di essere sieropositiva....questa donna mi e' entrata nel cuore, forse per la sua forza, forse per il suo sorriso, forse perche' la sento vicina a me per l'eta' e mi e' venuto naturale confrontare la mia vita con la sua e sentirmi tanto fortunata in confronto a lei, se avessi dovuto passare solo la meta' dei suoi problemi, cosa avrei fatto io, forse non c'e' risposta, nella vita non ci sono risposte per tutte le domande purtroppo, altrimenti ne avrei un'altra di domanda, <font color="#ff6600"><strong>e' giustizia questa, e' vita?</strong></font><br />
Mi dispiace lasciarvi con questa domanda, ma e' giusto che io vi porti quello che sto vivendo, in modo da potervi rendere consapevoli e provare a riflettere, magari insieme, al mio ritorno....<br />
Vi voglio bene e vi porto sempre con me, ci sentiamo presto e godetevi le vacanze se potete!!!!!!!!!!!!!<br />
Vale
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<pubDate>Tue, 14 Aug 2007 12:21:49 +0100</pubDate>
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<![CDATA[ Viaggio a Zanzibar
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<![CDATA[ Arrivo a Zanzibar
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<![CDATA[ Valeria Pellicciaro
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</author>
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<![CDATA[
Buongiorno a tutti,<br />
mi sa che eravamo rimasti ad Addis Abeba con molti di voi, la sera di domenica, il giorno dopo tutto &egrave; andato per il meglio, sono arrivita a Zanzibar nel pomeriggio verso le 16,30, ho trovato all'aereoporto ad accogliermi i miei colleghi africani, e adesso sono qui in ufficio, sono 3 giorni che sono qui rinchiusa a far finta di lavorare il mio capo che avrebbe dovuto un po' introdurmi in alcune di queste cose, si &egrave; ammalato il primo giorno che ci siamo incontrati e quindi adesso non &egrave; in ufficio, spero torni la settimana prossima, adesso sto un po' mettendo insieme le idee. Qui &egrave; completamente diverso dall'Etiopia, la cittadina &egrave; molto turistica e piena di bianchi e di stranieri, quindi siamo meno ricercati dell'Etiopia, sono molto pi&ugrave; abituati a vederci in giro. La citt&agrave; &egrave; comunque bellissima e&nbsp;&nbsp; antica, in questi giorni c'&egrave; il festival del film e della musica di zanzibar, e ci sono molte cose da fare se uno vuole, escursioni, immersioni, gite, safari e altro. <br />
Io per&ograve; non vedo l'ora di andare a visitare i villaggi e i posti fuori Zanzibar perch&egrave; questo &egrave; quello per cui sono venuta e non fare gite o altro. Devo iniziare ad abituarmi ai nuovi ritmi, qui chiude tutto alle 5 e si va a dormire presto, la giornata inizia prestissimo alle 7. Immaginate che ieri mi sono addormentata alle 21,30 e mi sono alzata alle 6,30, chi mi conosce bene sa quanto sia strano per me.<br />
Ok adesso vi lascio e mi metto a lavorare un po' sulle cose da programmare di fare, vi aggiorno quando ci saranno novit&agrave;!<br />
un abbraccio a tutti!!!<br />
P.S. Una cosa che mi &egrave; venuta in mente, se qualcuno vuole fare la pazzia, qui &egrave; meraviglioso, potreste informarvi di un volo low cost o last minute, e potreste passare una o due settimane qui con me, alla sistemazione ci penso io, &egrave; proprio un posto bellissimo da vedere e ci sono proprio tante cose da fare.....pensateci<br />
Valeria
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<pubDate>Thu, 05 Jul 2007 12:27:51 +0100</pubDate>
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<![CDATA[ Viaggio a Zanzibar
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<title>
<![CDATA[ Ricchezza inestimabile
]]>
</title>
<author>
<![CDATA[ Valeria Pellicciaro
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</author>
<description>
<![CDATA[
Carissimi amici,<br />
la mia esperienza in Africa volge al termine, fra qualche giorno sar&ograve; di nuovo in Italia e torner&ograve; alla mia vita di sempre, ma avr&ograve; qualcosa in pi&ugrave; nel cuore e nella mente. Porter&ograve; con me tutti i volti e gli occhi delle persone che ho incontrato e tutte le sensazioni che si sono accumulate dentro di me. E' un bagaglio molto pesante da portare, perch&egrave; adesso ho ancora di pi&ugrave; la consapevolezza delle condizioni di vita di questo pezzo di Africa che ha vissuto con me per tre mesi, che mi ha saputo accogliere e che ha voluto condividere con me la sua realt&agrave;. Vivere a contatto con questa realt&agrave; ti fa riflettere ogni giorno di pi&ugrave; quanto purtroppo sia ingiusta questa vita e quanto sia necessario continuare a lavorare e a lottare per cambiare questa situazione. non possiamo rimanere imermi di fronte a tutto questo, non possiamo far finta che non esista, soprattutto io che l'ho vissuto personalmente. Allora alla fine di questa esperienza posso dire che torno ancora pi&ugrave; motivata a continuare a lavorare per un mondo pi&ugrave; giusto e a cercare di trasmettere le cose che ho capito a pi&ugrave; persone possibili. Torno a casa con una <font color="#ff6600"><strong>ricchezza inestimabile</strong></font> perch&egrave; questa Africa ti dona la vita quando la incontri, torno a casa con tante amicizie fatte e tante situazioni di vita cos&igrave; diverse dalla mia e dalla vita che necessariamente dovr&ograve; riprendere a vivere ogni giorno. <br />
Credo infatti che ognuno debba vivere la vita che gli &egrave; capitata, e non cambiarla completamente, ma cercare di viverla con una nuova consapevolezza, cio&egrave; quella di sapere che c'&egrave; una gran parte del mondo che vive nella precariet&agrave; e nella paura di non riuscire a vivere il giorno dopo, e questa deve farci riflettere, noi che siamo tanto affannati a mettere qualche euro da parte per il futuro, noi che stipuliamo assicurazioni per la vita, noi che abbiamo cos&igrave; tanta paura di rimanere soli, noi che ci preoccupiamo per la nostra linea e per i nostri mal di testa, noi che riempiano le nostre giornate di shopping e che andiamo nei centri commerciali per non sentirci soli, noi che siamo cos&igrave; preoccupati per non poterci comprare quella macchina o l'ultimo cellulare di grido. So che sono cose normali per noi, ma forse dovremmo provare a ridimensionare un po' pensando a come si vive qui e pensando che anche se lontani sono pur sempre nostri fratelli e fanno parte dello stesso mondo in cui viviamo noi, anche se cerchiamo di distinguere i nostri mondi chiamandoli primo, secondo, terzo e anche quarto, forse &egrave; proprio un mondo per sentirci pi&ugrave; lontani e distaccati da questa realt&agrave;, ma non &egrave; cos&igrave;, il mondo &egrave; solo uno e ci viviamo tutti insieme e non dovremmo mai smettere di scandalizzarci per gli squilibri e le ingiustizie che vi sussistono, ma essere uniti per migliorare le condizioni di tutti. So che a volte &egrave; difficile e queste rimangono solo parole, a volte anche per me, ma non dovremmo mai stancarci e tenere sempre la nostra memoria viva. <br />
Io spero in questo periodo di avervi fatto toccare con mano le mie sensazioni e le mie emozioni e avervi fatto vivere un po' della mia esperienza d'Africa, ma non vi preoccupate, quando torno, se vorrete continueremo a parlarne e a condividere e io sar&ograve; sempre disponibile a cercare di trovare insieme una soluzione, qualcosa da fare insieme che ci possa rendere degni di essere chiamati uomini e di abitare in questa terra!!!<br />
Vi ringrazio tantissimo per essermi stati vicino in questi mesi non facili per me, perch&egrave; carichi di significato, ho sentito forte la vostra vicinanza e tutto questo mi ha aiutato a vivere meglio questa situazione! Spero di incontrarvi presto per continuare il nostro discorso aperto.....sar&ograve; in Italia mercoled&igrave; prossimo......preparatevi!!!!!<br />
UN ULTIMO ABBRACCIO AFRICANO<br />
JAMBO VALERIA
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<pubDate>Sun, 23 Sep 2007 18:15:50 +0100</pubDate>
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<![CDATA[ Viaggio a Zanzibar
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<title>
<![CDATA[ ...se ci fosse qualcuno dei miei amici qui
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</title>
<author>
<![CDATA[ Valeria Pellicciaro
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</author>
<description>
<![CDATA[
<p>Ciao a tutti,<br />
amici miei, pian piano ci stiamo avvicinando al mio ritorno e tanti sono i pensieri che affollano il mio cuore....cambier&agrave; la mia vita adesso che torno a Pescara, sar&ograve; la stessa di prima dopo aver visto tutto questo e aver vissuto questa esperienza cos&igrave; vicina a loro, cos&igrave; vicina da poterlo sentire meglio il senso di precariet&agrave; e di difficolt&agrave; della vita...a volte penso di non bastare come l'altro giorno quando sono andata a visitare l'ofanotrofio pubblico di Stone Town, c'erano alcune bimbe cos&igrave; piccole che litigavano tra loro per essere prese in braccio, mi gironzolavano addosso tendendomi le braccia per venire in braccio e come prendevo l'una, l'altra piangeva, e allora pensavo...<font color="#ff6600"><strong>se ci fosse qualcuno dei miei amici qui</strong></font>, potrebbe aiutarmi a dare un piccolo momento di serenit&agrave; a questi bambini, a volte ti viene la voglia di prenderli e di portarteli via con te, ma poi ti rendi conto che questo non risolverebbe il problema delle centinaia di Migliaia di bambini che vivono la stessa situazione, e allora ti rendi conto che la cosa migliore &egrave; cercare di risolvere e migliorare la Situazione direttamente qui, in modo che questi bambini possano vivere in condizioni migliori. Sapete tutti se mi conoscete quanto siano Importanti i bambini per me, e vederli in questa condizione ti spezza il cuore, a volte ti fa tornare a casa senza forze, chiedendoti Continuamente cosa potresti fare, l'unica cosa che posso fare adesso,amici, &egrave; condividere con voi, aiutarvi a capire quanto poco basti per aiutarli e sostenerli e quanto grande invece &egrave; l'operazione che dobbiamo fare con i nostri cuori e con le nostre menti per allontanarci dal modello di vita opulento che abbiamo noi e provare ad avvicinarci a loro.... e loro ti aiutano con i loro sorrisi grandi, con la voglia di Giocare che hanno e con la loro forza. Negli ultimi giorni ho incontrato diversi gruppi di ragazzine dai 12 ai 14 anni che vanno a scuola e c'&egrave; tanta speranza nelle loro parole, hanno cominciato a capire l'importanza della scuola, e vogliono fare tutte l'universit&agrave; perch&egrave; dicono che l'istruzione &egrave; di vitale importanza per loro, questo &egrave; sicuramente positivo, il problema &egrave; quante di loro veramente riusciranno a fare l'Universit&agrave;, quante avranno la possibilit&agrave; economica di mantenersi e di proseguire con gli studi, molte di loro infatti ammettevano che i genitori non potranno permettersi di farle studiare avendo condizioni molto povere; e allora io mi chiedo, io che ho potuto fare l'universit&agrave; e godere dei privilegi di una donna occidentale, io che ho potuto scegliere di aiutare gli altri perch&egrave; io stavo bene, &egrave; possibile ancora oggi, nel 2007, dove il mondo ha conquistato tutto oramai, &egrave; possibile negare ad una ragazzina di studiare all'Universit&agrave; e di combattere per la sua affermazione di donna e professionista?<br />
Purtroppo questa &egrave; la realt&agrave; di molte ragazzine nel mondo, della maggioranza nel mondo e non di una minoranza.....e forse questa cosa dovremmo farla capire anche ai nostri giovani che si lamentano se non hanno l'ultimo cellulare al passo con i tempi....<br />
Adesso devo rimettere a posto un po' tutti i miei pensieri in queste due ultime settimane di permanenza qui, per mettere ordine in tutto quello che ha invaso il mio cuore e la mia mente, per non dimenticare mai, per conservare intatto nel mio cuore lo spirito di vita dell'Africa.<br />
Vi saluto mandandovi un grande abbraccio e lasciandovi meditare sulle mie riflessioni....fatele anche un po' vostre, se potete<br />
Un abbraccio<br />
Valeria</p>
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<pubDate>Sun, 09 Sep 2007 13:04:03 +0100</pubDate>
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<![CDATA[ Viaggio a Zanzibar
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<![CDATA[ Partenza per Zanzibar
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<![CDATA[ Valeria Pellicciaro
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</author>
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<![CDATA[
<p>Cari amici,<br />
vi scrivo da Addis Abeba, stanotte dormo qui nell'ufficio del CVM, sono qui sola soletta, in una casa grandissimae allora ho deciso di scrivervi, domani mattina partir&ograve; finalmente alla volta di Zanzibar con il volo delle 10, questa settimana in Etiopia &egrave; stata bellissima e mi ha permesso di iniziare ad entrare nell'atmosfera africana, ho incontrato tanti volti, tanti sguardi che mi cercavano e ho avuto la sensazione di non bastare, ci volevano altri come me per soddisfare tutte le richieste di saluto e di affetto che venivano dalle persone. Qui in Africa ti guardano come se fossi un Dio, mai avuta questa sensazione in Italia, tutti cercano di salutarti, di incrociare il tuo sguardo come fossimo dei personaggi importantissimi, &egrave; stranissima la sensazione che si prova. A volte in giro per le strade sei l'unico bianco che cammina e ti senti un po' a disagio, ma loro sono tanto carini e cordiali, sempre. A volte mi viene da pensare che ci sto a fare qua e se veramente posso aiutarli, ma forse la risposta &egrave; che posso stare solo accanto a loro per imparare e conoscere e dare quel piccolo apporto nel mio piccolo. Devo dire per&ograve; che ho trovato la situazione abbastanza migliorata da quando ero venuta circa 8 anni fa, vuol dire che il lavoro del CVM sta andando bene, queso soprattutto grazie al lavoro dello staff africano del CVM che &egrave; infaticabile.<br />
Adesso vi lascio e vado a cucinarmi qualcosa, ci risentiamo da zanzibar cos&igrave; vi dico come mi trovo l&igrave;, a presto, vi tengo nei miei pensieri, voi tenetemi nei vostri...<br />
Valeria</p>
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<pubDate>Sun, 01 Jul 2007 12:24:18 +0100</pubDate>
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<category>
<![CDATA[ Viaggio a Zanzibar
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<title>
<![CDATA[ Salamalekum
]]>
</title>
<author>
<![CDATA[ Valeria Pellicciaro
]]>
</author>
<description>
<![CDATA[
Cari amici,<br />
eccomi qui dopo un po' di tempo che non vi scrivo, sono tornata a Zanzibar da una settimanae ho ricominciato la mia vita quotidiana qui, &egrave; stato un po' come tornare a casa, perch&egrave; qui oramai mi sento a casa, sono tutti apprensivi e carini con me, le suore dove vivo e lo staff dell'ufficio...la scorsa settimana &egrave; stata un po' dura perch&egrave; qui per riprendere bisogna dare colipi molto forti sull'acceleratore dello staff, altrimenti si pogreggia un po', sono stata spesso in ufficio e poco in giro per quartieri, e questo mi manca, perch&egrave; quando si va in giro per quartieri e per villaggi, si incontra la vera vita di queste persone, fatta di stenti e di tanta tranquillit&agrave; per&ograve;, vivono alla giornata. Quando mi addentro per i villaggi la prima cosa che si sente sono gli urli dei bambini che gridano da ogni parte mzungu e chiedono di essere salutati o di stringerti la mano, l'altra cosa che risalta subito agli occhi sono le condizioni igieniche, camminiamo costantemente sopra una massa di rifiuti di ogni genere, tutto quello che potete immaginare e spesso camminiamo affianco alle fogne che chiaramente sono a cielo aperto, qualsiasi cosa viene gettata per terra e nessuno pulisce mai, quindi li tutto si accumula, il maleodore sale al naso e ti entra dentro tanto da non accorgertene pi&ugrave;, e la cosa strabiliante &egrave; che la maggior parte di loro camminano scalzi sopra questo tappeto di rifiuti, e i bambini siedono per terra a giocare e prendono di tutto per giocare, pezzi di plastica, bottiglie, tappi, buste pezzi di legno e qualsiasi cosa sia alla loro portata, poi quando hanno da fare i loro bisogni si spostano un pochino e la fanno dove capita, capite quanto siano precarie le condizioni igieniche, qui. Quando si entra in un villaggio comincia l'avventura del trovare la donna al quale fare l'intervista, si comincia a chiedere casa per casa ad ognuno, e ognuno ti da una indicazione, a volte si cammina per molto e poi si torna indietro, &egrave; una vera avventura, e si &egrave; fortunati quando non c'&egrave; il sole altrimenti sotto il sole &egrave; una gran sudata. Dopo tanti giri, a volte non si trova la donna, perch&egrave; magari non c'&egrave;, e allora bisogna tornare il giorno dopo, ma loro dicono hakuna matata, in tutto questo camminare si pu&ograve; osservare il livello di povert&agrave;, le case cadenti e sporche, i bambini festeggianti e le persone che si incontrano sono davvero disponibili e carine, ti salutano tutti con il saluto <font color="#ff6600"><strong>salamalekum</strong></font>, e sono pronti ad accompagnarti fino al posto che troviamo. Qui il saluto &egrave; normalissimo tra le persone che non si conoscono, non &egrave; come tra noi, ci si saluta ad ogni angolo e quando ci si incrocia, nel mio percorso di ritorno a casa la sera, per il tratto che faccio a piedi &egrave; un continuo saluto e io non ci sono abituata, pensare che in italia abbassiamo lo sguardo e cambiamo strada per non salutare qualcuno....adesso per l'appunto vi saluto e vi lascio alle vostre cose, ci sentiremo presto....e pensatemi<br />
<br />
un abbraccio forte forte a tutti
]]>
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<![CDATA[ 
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<pubDate>Mon, 27 Aug 2007 21:56:41 +0100</pubDate>
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<![CDATA[ Viaggio a Zanzibar
]]>
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<title>
<![CDATA[ Partenza per Pemba
]]>
</title>
<author>
<![CDATA[ Valeria Pellicciaro
]]>
</author>
<description>
<![CDATA[
<p>Cari amici,<br />
ho pochi minuti ma dovevo scrivervi prima di lasciarvi per un po', mi sto trasferendo sull'altra isola dove sono gi&agrave; stata per soli 3 giorni la scorsa settimana, qeust'altra isola a circa 15 Km a nord di Zanzibar &egrave; veramente diversa, innanzitutto dal punto di vista morfologico, &egrave; una zona collinare, piena di una vegetazione riglogliosa di palme, banani, baobab e tanti altri alberi da frutto (mi sto facendo una scorpacciata di frutti di tutti i tipi), per&ograve; &egrave; molto pi&ugrave; povera di Zanzibar e meno turistica, i villaggi sono tipicamente africani, con tante case di terra e paglia, con i bambini che ti assalgono al solo vederti, ma con una amarezza di fondo per la tanta povert&agrave;, abbiamo incontrato gi&agrave; tante persone e ci chiedono sempre di aiutarli e di sostenerli, ma sono cos&igrave; tanti, io dal canto mio cerco di fare il mio possibile, ma &egrave; davvero difficile, a volte ti senti a pezzi, perch&egrave; sai di non poter far molto di pi&ugrave;.<br />
Stasera torno l&igrave; e ci star&ograve; per 12 giorni per intervistare altre donne e per vedere se la loro situazione &egrave; cambiata o no, io spero veramente di s&igrave;....<br />
Nell'isola tanto povera come vi ho detto non mi sar&agrave; possibile connettermi ad internet, quindi ci risentiremo intorno al 20 di Agosto e vi acconter&ograve; tutto di questa nuova parte di esperienza...<br />
a presto amici e pensatemi in questi giorni</p>
<p>Vale</p>
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<pubDate>Mon, 06 Aug 2007 17:53:19 +0100</pubDate>
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<![CDATA[ Viaggio a Zanzibar
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<![CDATA[ Ulfat, piccolo tesoro d'Africa
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<author>
<![CDATA[ Valeria Pellicciaro
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<![CDATA[
Ciao a tutti,<br />
eccomi qui di nuovo a scrivervi dopo un'altra settimana passata qui a zanzibar, so che l&igrave; state patendo il caldo, e mi dispiace, qui invece si sta discretamente, perch&egrave; &egrave; sempre ventilato, tranne quando si sta sotto il sole, allora si muore e se non ti copri la testa ti vengono dei gran mal di testa la sera... che ci volete fare, sono pur sempre in Africa.<br />
Anche questa settimana l'ho passata ad incontrare donne ed ad ascoltare le loro storie, a volte devo dire non male, nel senso che questa occasione del micro credito gli ha dato motivi per andare avanti e qualcuna ce la sta facendo a continuare con l'attivit&agrave; dopo aver ripagato tutto il credito, ma purtroppo la maggior parte sono storie tristi e a volte di disperazione di donne che non sanno come fare ad andare avanti e che purtroppo hanno dovuto usare i soldi del credito per comprare medicine per se stesse e per i propri bimbi o per gli orfani di cui si prendono cura, sono sempre famiglie allargate quelle che incontro con almeno 5,6 bambini da curare.<br />
Ma ora vorrei raccontarvi una storia, una di quelle che ho incontrato e che mi hanno segnata molto, la vorrei condividere con voi:<br />
In una delle&nbsp;interviste ad una donna del progetto microcredito, una donna anziana di 60 anni, ma molto forte e tenace, che ha avuto un discreto successo con l'attivit&agrave;, ha terminato di pagare il credito e continua con la sua attivit&agrave;, ad un certo punto &egrave; arrivata la sua nipotina, figlia di sua sorella, di 5 anni, tornata appena dalla scuola dell'infanzia, con il suo velo intorno al viso come tutti i bambini, mi &egrave; venuta incontro e mi ha dato la mano, dicendo <em>&quot;Shikamo&quot;</em> che vuol dire buongiorno. Poi si &egrave; seduta accanto alla nonna, sembrava molto pi&ugrave; piccola dell'et&agrave; che aveva, confrontandola a mia nipote Giulia che ha 5 anni, era davvero molto pi&ugrave; piccola. Mi guardava da lontano e mi sorrideva timidamente. Alla fine dell'Intervista, consolata, la mia collega zanzibarina che mi accompagnava, mi dice che la piccola Ulfat, questo &egrave; il suo nome, &egrave; sieropositiva dalla nascita e che la mamma &egrave; morta per questo, e anche la zia che abbiamo intervistato &egrave; sieropositiva, anche lei prende i medicinali per l'AIDS....un piccolo scricciolo che ha gi&agrave; il destino segnato,<strong> <font color="#ff6600">Ulfat, piccolo tesoro d'Africa</font></strong>, cos&igrave; piccola, cos&igrave; timida, finita l'intervista ci hanno accompagnato alla fermata del pulmino e nel percorso ci hanno fatto conoscere altre persone, tra cui un'altra bambina ancora pi&ugrave; piccola, ma anch'essa sieropositiva, lei per&ograve; pi&ugrave; sorridente e vivace. Durante il percorso le ho tenuto la mano, l'unica cosa che potessi fare oltre a regalarle delle penne. Lei timidamente camminava affianco a me, senza una parola, senza uno aguardo, ma mi teneva la mano, e quante emozioni, quanti pensieri in quel momento, e chiss&agrave; cosa avrei voluto fare....e invece, l'ho vista pian piano allontanarsi dal mio pulmino diventando sempre pi&ugrave; piccola, adesso con la mano in quella di sua zia, che condivide con lei la malattia. Ulfat rimarr&agrave; nei miei pensieri, nelle mie preghiere e sar&agrave; per me il simbolo della purezza, ma nello stesso tempo, dell'ingiustizia della vita, della sua stranezza e della sua inspiegabilit&agrave;. In questi momenti si deve far conto con il senso di impotenza e con quanto anche noi siamo poveri davanti a queste situazioni e non possiamo far altro che pregare e sperare.<br />
Adesso vi lascio ho una piccola riunione...non so quando ci risentiremo, perch&egrave; marted&igrave; prossimo mi trasferisco a Pemba, l'altra isola e l&igrave; non credo sar&agrave; cos&igrave; facile connettersi, quindi forse vi potr&ograve; riscrivere fra una quindicina di giorni raccontandovi anche di Pemba.<br />
Vi abbraccio forte<br />
Valeria <br />
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<pubDate>Fri, 27 Jul 2007 10:24:52 +0100</pubDate>
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<![CDATA[ Viaggio a Zanzibar
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<title>
<![CDATA[ L'unica &quot;mzungu&quot;
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<author>
<![CDATA[ Valeria Pellicciaro
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<![CDATA[
Ciao amici,<br />
un'altra settimana &egrave; passata, ed &egrave; stata molto intensa per me, ogni giorno sono stata in giro per visitare i progetti e per intervistare le donne e ho cominciato veramente a toccare la realt&agrave; per la quale sono venuta, descrivervi a parole quello che sto vivendo non &egrave; facile per niente, si rischia di dire sempre le stesse cose che magari avete sentito mille volte, ma vi assicuro che viverle direttamente &egrave; davvero dura. In primis le condizioni igieniche, qui sono veramente disastrose, si cammina sempre in mezzo alla sporcizia e al fango, si butta tutto per terra e lo si lascia imputridire, e la cosa pi&ugrave; grave &egrave; che loro spesso camminano scalzi, quindi potete solo immaginare questo cosa significa per loro. Le case qui sono quasi tutti oramai in mattoni di cemento con tetti di laminato, e quindi il pavimento interno &egrave; di cemento, tranne in alcuni villaggi rurali, dove almeno met&agrave; delle case sono in fango e pietre con strutture di legno. La cosa positiva che ho visto &egrave; che ormai quasi tutti i bambini vanno a scuola, con delle uniformi carinissime che poi vedrete nelle foto, le bambine portano degli strani foulard sulla testa, in pieno stile musulmano, si abituano sin da piccole ad essere coperte quasi dappertutto, ma per loro &egrave; molto naturale, io morirei con quelle cose in testa.<br />
Altra cosa carina da raccontarvi &egrave; che chiaramente anche se qui &egrave; pieno di turisti bianchi, io in tantissime situazioni nelle quali lavoro o mi muovo sono sempre l'unica bianca, e mi guardano veramente come un marziano, tranne i bambini che mi fanno sempre tante feste e mi salutano, gli adulti molto spesso mi fissano e mi guardano come qualcosa di strano, &egrave; cos&igrave; che ho cominciato a capire cosa deve essere per i nostri africani quando si sentono soli in mezzo a tanti bianchi e vengono fissati da noi; poi a volte le situazioni sono davvero particolari, soprattutto nei daladala, che sono dei piccoli bussetti che loro utilizzano per muoversi, sono dei piccoli autobus e sono sempre pienissimi, e si cerca di far salire pi&ugrave; gente possibile per aver pi&ugrave; biglietti pagati e a volte dove ti sembra impossibile riescono a sedersi e&nbsp;&nbsp; ci si schiaccia sempre pi&ugrave; l'uno con l'altro, questo sempre essendo l'unica bianca in questo mare di neri schiacciati l'uno con l'altro, <strong><font color="#ff6600">l'unica &quot;mzungu&quot;</font></strong> che significa uomo bianco, uomo straniero. E i bambini me lo gridano dietro sempre.<br />
Per il resto tutto bene, la mia salute regge ancora e devo dire che sto bene, ma non si pu&ograve; mai sapere, qui ogni giorno in ufficio arriva uno dello staff dicendo che ha la malaria, speriamo bene. La prossima settimana sar&ograve; ancora qui a Zanzibar, con un breve viaggetto a Dar Salam per incontrare il mio capo dall'Italia, Marian, e poi la settimana successiva mi sposto sull'altra isola, pemba, per due settimane circa, dove non credo avr&ograve; l'opportunit&agrave; di scrivervi tanto perch&egrave; non credo ci sia la connessione internet, vedremo.<br />
Vi auguro un buon fine settimana, tenetemi nei vostri pensieri e io vi terr&ograve; nei miei, domani riprovo ad andare al mare, la scorsa settimana non &egrave; andata poi cos&igrave; male, anche se c'era poco sole e quindi sono ancora bianca......che palle!!!<br />
a presto amici<br />
Vale
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<pubDate>Fri, 20 Jul 2007 12:22:01 +0100</pubDate>
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<category>
<![CDATA[ Viaggio a Zanzibar
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<title>
<![CDATA[ Hakuna matata!!!!
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<![CDATA[ Valeria Pellicciaro
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<![CDATA[
<p>Cari amici,<br />
vi scrivo per aggiornarvi un po'. <br />
Qui tutto procede bene, anzi direi meglio, ho cominciato il mio lavoro con le comunit&agrave;, ho cominciato ad incontrare le donne da intervistare sul microcredito e quindi ho cominciato a toccare la realt&agrave; vera della povert&agrave;, l'incapacit&agrave; di andare avanti e di sostenere le grandi famiglie che sono sulle spalle delle donne. E' un mondo completamente diverso dal nostro, in tutti i sensi, sia per lo stile di vita, sia per il modo in cui affrontano le difficolt&agrave; e anche per i ritmi, qui tutto &egrave; pi&ugrave; lento, se sorgono dei problemi, prima o poi si risolveranno, questa &egrave; la loro filosofia, i programmi cambiano al minuto per le cose che succedono....e loro convivono giornalmente con la malattia, con il caldo, con la mancanza di elettricit&agrave; e con mille problemi che noi non sappiamo neanche cosa siano. E' quindi molto difficile e destabilizzante adattarsi e conviverci, ma credo che questo tipo di esperienze aiutano a crescere e a comprendere profondamente la versatilit&agrave; della vita e a relativizzare le cose. Credo quindi che mi far&agrave; molto&nbsp; bene. <br />
Domani mi trasferir&ograve; dalle suore come alloggio, finora sono stata in albergo, molto pulito e discreto, credo dalle suore sar&agrave; meglio, ma vi far&ograve; sapere. Ho inziato anche a cercare di curare la vita sociale, anche se &egrave; molto difficile, perch&egrave; qui si va a letto molto presto e non si usa tanto uscire la sera, a meno che non si vogliano frequentare i locali per gli stranieri turisti, qualche volta lo far&ograve; anch'io, ma non mi va di ritrovarmi con i miei simili, quello lo far&ograve; quando torno a casa da voi, anzi preparatevi perch&egrave; quando torno voglio recuperare e uscire tutte le sere!!!!!!<br />
Per quanto riguarda la salute, so che la mia dottoressa personale Azzurra vuole sapere, per adesso va tutto bene, non ho avuto nessun tipo di problema, n&egrave; per la diarrea, n&egrave; per altro, dico per adesso, perch&egrave; vedendo come la malaria agisce qui, credo che prima o poi me la prender&ograve; anch'io, anche se sto attenta alle zanzare, ma qui ogni giorno qualcuno, anche le persone dello staff CVM a Zanzibar, si ammalano, vanno in ospedale a controllare i livelli, prendono le medicine, e poi riniziano di nuovo, quindi nel caso succeddesse, mi curer&ograve; anch'io, che ci vogliamo fare, <font color="#ff6600"><strong>hakuna matata!!!!</strong></font><br />
Adesso vi saluto, vado a preparare le valige per il trasferimento di domani....domani vado al mare, speriamo di non diventare un aragosta subito subito!! Vi saluto con un abbraccio forte e spero mi teniate nei vostri pensieri e chi vuole anche nelle vostre preghiere!!! Un bacio forte a tutti e al prossimo aggiornamento!!!<br />
Vale</p>
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<pubDate>Fri, 13 Jul 2007 12:28:53 +0100</pubDate>
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